NASA, IL MOTORE SPAZIALE EMDRIVE HA SUPERATO I TEST: CI PORTERÀ SU MARTE

Il motore spaziale EmDrive, definito ‘impossibile’ perché promette di produrre energia dal vuoto e spingere astronavi senza usare combustibile, ha superato i test svolti nel centro Johnson della Nasa a Houston.

I dati ottenuti sotto la guida di Harold White, dei laboratori Nasa Eagleworks, e pubblicati sulla rivista Journal of Propulsion and Power indicano che il dispositivo, che sembrerebbe violare alcuni dei principi cardine della fisica, funziona, anche se debolmente.

“Se fosse vero, sarebbe una rivoluzione per l’intera civilta”, non solo potremmo andare su Marte in pochi giorni ma avremmo energia a costi bassissimi estraendola dal vuoto”, così ha dichiarato il Prof. Giancarlo Genta, esperto di propulsione spaziale del Politecnico di Torino.

Da alcuni anni la tecnologia battezzata EmDrive, ideata dall’ingegnere britannico Roger Shawyer, ha attirato le attenzioni di molti in quanto sarebbe capace di produrre spinta senza usare nessun propellente.

Alimentato solo dall’elettricità, EmDrive sarebbe in grado di generare una spinta che seppur debole potrebbe rivoluzionare il mondo dei voli spaziali. Il grande problema però e’ che il dispositivo sembrerebbe violare alcuni principi cardine della fisica e nessuna spiegazione alternativa si e’ dimostrata finora convincente.

Infatti, malgrado i risultati certificati da ricercatori credibili, EmDrive continua però ad esser visto con diffidenza. “Possono esserci errori nei test – ha proseguito il ricercatore Genta – sfuggiti finora e anche se il fenomeno esistesse davvero senza comprensione teorica non si potrà andare avanti.

Basti pensare all’elettricità. Alcuni aspetti del fenomeno erano noti ma solo con la comprensione teorica di Faraday si e’ capito come sfruttarla”.

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E POI ARRIVA CONFESOR GO: LʼAPP CHE TROVA I PRETI PER CHI VUOLE CONFESSARSI…

Il mondo delle app ha incontrato quello della Chiesa. Un sacerdote spagnolo ha lanciato un’applicazione per smartphone che permette agli users di trovare un confessore in qualsiasi momento e in qualsiasi posto.

Che sia in una parrocchia, in un parco o in una strada, Confesor Go permette a tutti di espiare i propri peccati in tempo reale. La nuova app individua il prete disponibile più vicino e dove puoi incontrarlo, indicando il percorso più breve.

L’app fornisce il nome del prete, la data di nascita e l’anno dell’ordinazione, oltre alla lista dei Dieci Comandamenti.

Attiva dall’ 8 dicembre, in occasione dell’Immacolata, e scaricabile da Apple iTunes, colpirà sicuramente tutti per l’innovazione. Del resto, una versione beta ha già avuto migliaia di accessi da quando è stata presentata a fine settembre.

I prelati che si sono uniti all’iniziativa – tra questi il vescovo di San Sebastian, Monsignor Jose Ignacio Munilla – sperano che il servizio contribuirà a sensibilizzare i fedeli al sacramento della confessione e anche che presto l’app sia accessibile in altre regioni del mondo, a cominciare dai Paesi ispanofoni dell’America latina.

Secondo alcuni osservatori, si tratta di un ottimo strumento per riavvicinare la Chiesa al mondo dei credenti e per rimanere sempre al passo coi tempi.

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NON TROVA LA MARIJUANA IN CASA, 20ENNE UCCIDE IL FIGLIO DI 7 MESI TORCENDIGLI I TESTICOLI

Non trova la marijuana in casa, così uccide il figlio di soli 7 mesi strizzandogli i testicoli. Kane Kennedy, 20 anni, padre del piccolo Oskar Jobey Kennedy è accusato di aver ucciso in modo barbaro il bimbo per un futile motivo. 

Il giudice dalla corte di Preston, in Regno Unito ha definito le ferite “oscene” dopo aver analizzato i risultati dell’autopsia che evidenziano che il piccolo è morto a causa dei traumi contusivi alla gola ed ai testicoli.

Secondo i medici il ragazzo padre avrebbe picchiato più volte il bambino, anche in passato, questa volta però fino ad ucciderlo.

«L’imputato era spesso di cattivo umore quando non riusciva ad entrare in possesso di cannabis per fumare», è stato riportato durante il processo nel quale si è sottolineato come il giovane diventasse irascibile e violento se in astinenza da marijuana.

Kane aveva l’abitudine di schiacciare i testicoli del bambino, barbara pratica che ripeteva ogni volta che il piccolo piangeva in modo incessante perchè quel dolore rompeva il fiato al bimbo e quindi interrompeva le grida.

Lo scorso 30 settembre però il gesto è stato tanto violento da togliere al piccolo il fiato per sempre: il 20enne ha portato il bimbo immediatamente in ospedale ma ormai era troppo tardi.

 Kane, come riporta il Sun, ha sempre negato di aver commesso tali torture dando la colpa alla mamma del piccolo, comunque condannata a 30 mesi di carcere per non aver impedito che si consumassero le violenze.

Il 20enne è ora in attesa della condanna definitiva.

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MALATA DI CANCRO UMILIATA IN AEROPORTO: PALPATA E COSTRETTA A TOGLIERSI LA PARRUCCA…

Lei si chiama Denise Albert ed è una donna statunitense che lotta contro un cancro al seno: nel corso di una trasmissione televisiva andata in onda in patria, Denise ha raccontato di essere stata umiliata pubblicamente e ‘violata‘ nelle parti intime dagli addetti alla sicurezza dell’aeroporto.

Tutto è accaduto nello scalo internazionale di Los Angeles, dove alcuni addetti della sicurezza, nonostante Denise avesse dimostrato di avere con se una crema che dimostrava il fatto che fosse sottoposta a mastectomia e che stesse facendo la chemioterapia, hanno deciso di tastarla proprio sul seno.

Come riporta Leggo, così è stata costretta a togliersi la sua parrucca per mostrare agli inservienti gli effetti dolorosi e drammatici della chemio: nel video, pubblicato sul profilo Facebook di Denise Albert, si può vedere soltanto la parte finale della vicenda, quando è stata fatta accomodare in una zona riservata, dove ha potuto spiegare le sue ragioni.

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