LE 20 TECH COMPANY IN CUI TUTTI VORREBBERO LAVORARE

Stipendi altissimi, colleghi brillanti e amichevoli, un’ottima assicurazione sanitaria e, magari, un tavolo da ping-pong intorno al quale trovare la quadratura del cerchio: è il meglio dei benefit offerti dalle compagnie tecnologiche più famose (e competitive) al mondo.

Ad assicurare che le cose al quartier generale stiano proprio così sono gli stessi lavoratori, che hanno recensito la propria società sul portale americano per la ricerca del lavoro Glassdoor. Risultato: una classifica dei 50 posti in cui si lavora meglio, con le tech company a fare la parte del leone.

Da Facebook ad Adobe, ecco le 20 compagnie informatiche in cui lavorare all’estero. Con una sorpresa: Apple, sogno proibito di una larghissima fetta di ‘smanettoni’, si piazza tra gli ultimi posti, davanti solo a Microsoft e Texas Instruments.

    1. Facebook: il colosso di Menlo Park, California, creato da Mark Zuckerberg non ha bisogno di presentazioni. Secondo un ingegnere di software è il luogo ideale in cui lavorare grazie “alla sua diversità e apertura”. La società: “ha sorpassato ogni altra compagnia in termini di cultura, gratifiche e stile di vita degli impiegati”
    2. Google: Fondato ormai quasi 20 anni fa da Larry Page e Sergey Brin, il motore di ricerca è oggi il sito più visitato al mondo. A renderlo possibile “lavoratori brillanti, decisioni e cultura orientata verso i dati obiettivi che mi fanno sentire bene quando vado a dormire”, scrive un manager dell’ingegneria al quartier generale di Mountain View, California.
    3. World Wide Technology: WWT è una società di integrazione di sistemi fondata nel 1990 da David Steward. La compagnia offre soluzioni per la catena tecnologica e produttiva delle imprese attive nel settore commerciale, pubblico e di telecomunicazioni. Tra i suoi punti di forza, “la particolare attenzione che riserva ai suoi lavoratori e ai clienti. I benefit sono fantastici. La società cerca di far felici gli impiegati sapendo che così facendo anche i clienti lo saranno” osserva un coordinatore del processo di produzione e distribuzione di Edwardsville, in Illinois.
    4. Fast Enterprises: Fondata nel 1997, Fast Enterprises fornisce servizi di consulenza informatica e software ad agenzie governative collocate in Nord America, Malesia, Laos, Polonia, Finlandia e Caraibi. “L’atmosfera familiare rende il lavoro in team un successo. Ho incontrato moltissime persone diverse e uniche durante I miei 10 anni in Fast” scrive un verificatore di Centellian, Colorado.

    1. LinkedIn: Creato da Reid Hoffmann nel 2003, LinkedIn è un social network, gratuito (con servizi opzionali a pagamento), impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali. “Investono realmente nello sviluppo professionale dei lavoratori. E vogliono essere sicuri che ognuno ricopra il ruolo che desidera”, assicura un manager del settore marketing di Mountain View, che aggiunge: “I benefit, poi, sono fantastici”.
    2. Adobe: Nata nel 1982 su un’idea dei fondatori John Warnock Shantanu Narayen, ora rispettivamente Presidente e CEO, Adobe è una software house statunitense con sede principale a San Jose in California, nota soprattutto per i suoi prodotti di video e grafica digitale.”E’ una grande compagnia, in cui si respira una bella atmosfera e che offre ottimi benefit. Le persone sono molto aperte e c’è grande spazio di crescita” commenta un impiegato del management di Lehi, nello Utah.
    3. Paylocity: Fondata nel 1997 e di proprietà di Steve Sarowitz e Adams Street Partners, Paylocity produce software che permettono alle piccole e medie imprese di gestire stipendi e personale attraverso il cloud. lavoro “Valorizza i lavoratori e crea una cultura che rende felici gli impiegati” scrive uno specialista nel supporto del prodotto di Arlington Heights, Illinois.
    4. Sap: Fondata nel 1972 a Weinheim, in Germania, “Systeme, Anwendungen, Produkte” è una multinazionale europea per la produzione di software che offre in generale soluzioni informatiche per le imprese. Al di là degli immancabili benefit, Sap offre “grandi opportunità di crescita e di mobilità tra un ruolo e un altro”, scrive un account manager di Chicago.
    5. MathWorks: Azienda multinazionale privata specializzata nella produzione di software per calcoli matematici, fondata nel 1984. “Semplicemente un luogo fantastico in cui lavorare insieme a persone appassionate che vogliono fare la cosa giusta. Il team manageriale lavora davvero seguendo quei valori che professa”, assicura un impiegato del settore vendite di Natick, Massachusetts.
    6. Salesforce:  Azienda americana che si occupa di cloud computing e di gestione dei rapporti con la clientela. Fondata nel 1999 Salesforce ha il suo quartier generale a San Francisco. “I miei colleghi sono in gamba e talentuosi. Ci divertiamo. E non esiste la cultura delle 60-90 ore settimanali. Le persone qui sono più mature”, sottolinea un direttore senior della società di San Francisco.

  1. Intuit: Società che sviluppa e vende software per la finanza e il business creata nel 1983 da Scott Cook e Tom Proulx a Palo Alto, California. “Ognuno di noi è incoraggiato a innovare, non solo gli ingegneri. Qui lavorano alcune delle persone più intelligenti che io abbia mai conosciuto nella mia carriera”, scrive il direttore di Inuit di Mountain View.
  2. Docusign: E’ una piattaforma cloud per la completa gestione delle transazioni basate su documenti digitali creata nel 2003 e con base a San Francisco e Seattle. “Grandi possibilità di crescita, ottimo equilibrio tra vita privata e professionale, azienda solida”, sono i tre punti forti di Docusign secondo un ingegnere di Seattle.
  3. Concur: Fondata nel 1993 da Sudhir Steven Singh , Concur è la piattaforma acquistata da Sap leader di mercato per le soluzioni per la gestione di viaggi d’affari e delle relative spese. Come le altre aziende tech offre un “ottimo ambiente lavorativo, opportunità di crescita e colleghi stimolanti”, osserva un ingegnere del design del software di Bellevue, Washington.
  4. Akamai:  E’ un’azienda che fornisce una piattaforma per la distribuzione di contenuti via Internet(CDN). Situata a Cambridge (Massachusetts), Akamai è stata fondata nel 1998 da Daniel Lewin, neo laureato al MIT, insieme ad un professore, Tom Leighton, e ad altri due studenti. “Non ho mai lavorato con persone con così tanto talento e così pronte ad aiutarsi reciprocamente”, scrive il direttore delle finanze di Cambridge.
  5. Zillow: Fondato nel 2006 a Seattle, Zillow è il più grande portale web americano di annunci immobiliari. “Un’azienda innovativa, veloce e in cui le persone sono felici di lavorare”, assicura un ingegnere per lo sviluppo software di Seattle.
  6. Nvidia: Creata nel 1993, Nvidia è una grande azienda produttrice di processori grafici, schede madri e componenti per prodotti multimediali per PC e console come la prima Xbox e la Playstation 3. “E’ un posto eccitante e divertente in cui lavorare”, spiega il direttore del software del quartier generale di Santa Clara.
  7. Airbnb: Nato dal 2008 da un’idea di Bryan Chesky, Airbnb è un portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati. A renderlo un posto speciale secondo un analista dati di San Francisco è “l’estrema attenzione riservata al benessere della comunità di Airbnb”.
  8. Apple: Quaranta anni fa in un garage utilizzato da Steve Jobs, Ronald Wayne, Steve Wozniak nasceva quella che sarebbe diventata Apple. Oggi l’azienda di Cupertino, California, che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali è forse la più nota al mondo, a torto o a ragione, simbolo anche di status symbol. Per i lavoratori garantisce “Ottimi stipendi e bonus. Un’eccellente copertura sanitaria e un buon ambiente lavorativo. Ognuno è responsabile del suo lavoro, ma nello stesso tempo è parte di un team”, spiega un ingegnere di Cupertino. (Drone vola sul nuovo quartier generale – Video)
  9. Microsoft: La creatura di Bill Gates ha ormai superato i 40 anni, ma è tuttora una delle più importanti aziende d’informatica del mondo, la più grande per fatturato, nonché anche una delle più grandi aziende per capitalizzazione azionaria, superiore ai 415 miliardi di dollari nel 2016. “I salari sono molto competitivi, i prodotti sono ottimi, e grande cura degli impiegati”, garantisce un impiegato di Redmond, Washington.
  10. Texas Instruments: Nata nel 1930 e con sede a Dallas è la società più longeva della classifica di Glassdoor. Texas Instruments Incorporated, (TI), è un’azienda famosa per lo sviluppo, la produzione e la vendita di dispositivi elettronici a semiconduttori e di tecnologia informatica. “La cultura è fantastica, l’ambiente rilassato e i colleghi sempre pronti a dare una mano”, osserva un ingegnere del software di Dallas.
  11. Dal food alla consulenza, le 50 società in classifica

    Nella classifica generale, sono 50 le aziende per le quali vale la pena fare i bagagli e trasferirsi in un altro Paese,  secondo Glassdoor. E sono tutte statunitensi, se si esclude la tedesca Sap; la società chimica europea con sede in Germania, Basf;  il colosso svedese Ikea e l’azienda di abbigliamento sportivo canadese Lululemon.
    Le società di consulenza Bain & Company e Boston Consulting aprono e chiudono rispettivamente il podio, accerchiando Facebook. Mentre McKinsey & Company, terza società di consulenza della  lista, occupa l’11mo posto. Se le aziende tech occupano gran parte della classifica, al secondo posto (e un grande distacco) si piazzano le catene di distribuzione alimentare con quattro supermercati e una cantina: la E. & J. Gallo Winery.

    Assunti per ‘cambiare il mondo’

    Dare il proprio contributo nei viaggi spaziali, magari colonizzando Marte: questo l’obiettivo della SpaceX, azienda aerospaziale con sede a Hawthorne (California) e fondata nel 2002 da Elon Musk. La società occupa il 40mo posto della classifica. Lavorare lì, spiega un impiegato, è elettrizzante: “Hai un’incredibile responsabilità e sei parte di una missione mondiale. Richiede e offre grandi competenze e benefit. Hai la possibilità di prendere parte a progetti durissimi e incredibili  insieme a persone talentuose”. Tra i lati negativi, osserva l’utente, “lo stress causato dall’urgenza richiesta dal tipo di lavoro”.

    Non solo spazio: nella lista ‘magnifiche 50’ figurano anche due  centri per la cura e la ricerca medica: il Memorial Sloan–Kettering Cancer Center (MSKCC) specializzato nella cura del cancro e fondato nel 1884 come New York Cancer Hospital e la Mayo Clinic, un’organizzazione no-profit per la pratica e la ricerca medica.

    L’azienda che non ti aspetti: la Chiesa mormone

    La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente nota come Chiesa mormone, è un’organizzazione no-profit che impiega circa 10mila persone e che ha il suo ‘quartier generale’ a Salt Lake City. “E’ un bell’ambiente in cui imparare tanto e dare molto. Gli stipendi sono molto buoni” si legge in una recensione.

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UCRAINA, DIMENTICANO IL CAMBIO DELLA GUARDIA: IL SERGENTE MUORE CONGELATO NEL BOSCO…

Li ha aspettati, a lungo e sicuro che – prima o poi – sarebbero arrivati. Invece nessuno si è presentato.

Così è morto congelato un militare, poiché i suoi commilitoni hanno dimenticato di sostituirlo al posto di guardia nel bosco.

È accaduto a un sergente ucraino, il cui corpo è stato rinvenuto il 4 dicembre dalle milizie separatiste di Lugansk.

Ad annunciarlo il loro portavoce il maggiore Andrej Marochko come riportato da alcuni media.

Il corpo del ragazzo, deceduto per ipotermia, è stato identificato come D. Mischishin.

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CLIMA, ALLARME NELL’ARTICO: “ENTRO 35 ANNI SPARIRÀ UN TERZO DEGLI ESEMPLARI DI ORSO POLARE”

Nel giro dei prossimi 35-40 anni un terzo dei 26mila orsi polari che oggi resistono nell’Artico sparirà per effetto del surriscaldamento del pianeta, che ai Poli raggiunge i livelli più elevati.

L’allarme è stato lanciato dall’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura), secondo cui la perdita di ghiaccio dovuta all’aumento delle temperature rappresenta la prima minaccia alla sopravvivenza della specie.

Per gli orsi bianchi il ghiaccio marino è la piattaforma ideale di caccia, sulla quale catturano le foche quando emergono dal mare per respirare.

Un’abitudine che nei mesi caldi consente di fare scorte di grassi per affrontare l’inverno. Nell’Artico, tuttavia, la perdita di ghiaccio marino prosegue senza sosta.

Il flagello dello scioglimento – I ricercatori hanno suddiviso la popolazione di orsi in 19 sottogruppi, due dei quali già con pregresse esperienze di diminuzione del numero di esemplari.

In alcuni plantigradi è stato osservato inoltre uno “stress alimentare”, diretta conseguenza dell’alterazione dell’habitat, e una ridotta capacità riproduttiva.

“L’unica speranza di salvare gli orsi è data dal contrasto dello scioglimento dei ghiacci artici”, affermano gli esperti in uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letters.

Habitat in pericolo – L’estensione del ghiaccio nel mese di settembre, sottolinea uno studio della Nasa, ha raggiunto il valore più basso dell’anno.

Entro la fine di questo secolo si prevede che ampie porzioni dell’arcipelago artico canadese saranno libere dai ghiacci per oltre cinque mesi all’anno, mentre in altre parti dell’estremo Nord della Terrà ciò potrebbe verificarsi già a partire dal 2050.

Anno in cui, prevedono gli esperti, la popolazione di orsi si sarà ridotta di oltre il 30%. Secondo un altro recente studio, la temperatura dell’aria nell’Artico nei mesi di ottobre e novembre è risultata di 20 gradi centigradi più alta rispetto alla media.

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FUMO, L’ALLARME DEGLI ESPERTI: “LA SIGARETTA ELETTRONICA FA MALE COME QUELLE VERE”

La sigaretta «salutista» che fa meno male alla salute? Resta, per il momento, una chimera. E, probabilmente, lo rimarrà per sempre. L’unico rimedio per salvarsi dal veleno del fumo resta uno solo: smettere di fumare. Almeno questo è il parere dell’Organizzazione mondiale della salute (Oms) secondo cui il presunto «minor danno delle sigaretta elettronica è solo un modo diverso delle aziende produttrici per rendere schiave le persone».

Schiave, vincolate alla sostanza, dipendenti. Ed è quindi condanna delle e-cig, senza se e senza ma. Sono state un modo astuto per far cominciare i teenager, per non far smettere chi già fumava, senza alcuna riduzione del danno. Non ha dubbi, su una tematica che ha fatto molto discutere, Vera da Costa e Silva, del gruppo di controllo del tabacco dell’Oms, che interviene al congresso internazionale Iaslc sul tumore al polmone, in corso a Vienna.

«Una strategia delle multinazionali del tabacco – attacca Vera da Costa e Silva – negli anni Ottanta ci hanno provato con le sigarette light, che non hanno avuto alcun effetto sulla riduzione del rischio, ma sono state percepite come tali dai fumatori. E adesso sempre nuovi prodotti. Ma attenzione: devono essere regolati dalle leggi, per proteggere i consumatori. Non possiamo lasciarli in mano alle industrie del tabacco, il cui unico scopo è influenzare le leggi e finanziare studi a favore».

Con buona pace dell’ultima arrivata in casa Philip Morris, la sigaretta elettronica con tabacco, appena lanciata in Gran Bretagna e già in vendita anche in Italia. Tante sessioni, qui a Vienna, sui dispositivi elettronici e persino sulla cosiddetta waterpipe, il narghilè.

Perché in molte parti del mondo è diffusissimo, 45 per cento di prevalenza in molti paesi del Mediterraneo, ma anche il 17 in alcuni stati americani, insieme ad aromi di vario tipo approvati e dichiarati sicuri. «Per l’ingestione, però – precisa Alan Shihadeh, dell’università americana di Beirut – non per l’inalazione. Ed è tutt’altra cosa». Il dibattito continua. Restando quantomai «fumoso».

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