SHOW PERICOLOSI IN ARABIA SAUDITA: TIGRE TENTA DI SBRANARE UNA BAMBINA DURANTE UNO SPETTACOLO

Attimi di paura durante uno show con animali in Arabia Saudita. Una tigre ha attaccato una piccola spettatrice. Soltanto l’intervento dell’addestratore ha salvato la vita alla spaventatissima bambina. Non sono mancate le polemiche per la mancata sicurezza all’interno dello spettacolo.

L’attacco si è verificato in una struttura nei pressi di un mercato a Sakaka, nella parte nord-occidentale del Paese. Diversi testimoni hanno raccontato che la tigre improvvisamente ha sferrato l’attacco durante uno show di intrattenimento con animali. Il felino non ha mollato la sua vittima fino a quando non è stato tempestato di pugni dallo stesso addestratore.

Tragedia  a marzo – A marzo si verificato un episodio simile ma con un esito mortale per la povera vittima. Una leonessa di una proprietà privata aveva sbranato un cittadino kuwaitiano. Quest’ultimo era in visita del suo amico, il proprietario degli animali selvatici.

In casa animali selvatici  – Nel mese di dicembre 2014, una collaboratrice domestica filippina morì in Kuwait cinque giorni dopo essere stata sbranato da un leone allevato dal suo datore di lavoro come se fosse un comune animale domestico.

L’inutile monito delle autorità – Proprio per l’abitudine di avere in casa leoni, leopardi o tigri, le autorità del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) (che comprende Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) hanno spesso messo in guardia i residenti contro la custodia di animali non domestici.

Le critiche sui social – Durissime le critiche sui social. “Anche se la tigre è addomesticata, questa era una situazione pericolosa che avrebbe potuto essere fatale per la ragazza o gli altri spettatori”, ha scritto un utente citato dai media locali. “Le misure di sicurezza più elevate devono essere messe in pratica in ogni momento visto che gli animali selvatici si comportano istintivamente e pericolosamente”, ha commentato un .

“Questo è un animale selvatico e il suo istinto è quello di attaccare, in modo indipendentemente dal tempo trascorso domare esso, la sua natura non cambia mai e la sua disponibilità uccidere rimane forte – ha commentato un altro utente -. Devono essere prese tutte le misure necessarie per garantire i massimi livelli di sicurezza. Sfortunatamente alcune persone vedono la custodia degli animali selvatici come una moda innocua”.

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SI OFFRE DI ACCOMPAGNARLA A CASA MA LA SEQUESTRA E LA STUPRA: ARRESTATO LIBERIANO (INTEGRAZIONE?)

E’ accaduto sabato scorso in zona San Basilio. Approfittando del fatto che la giovane straniera, da poco a Roma, fosse disorientata e non riuscisse a ritrovare la sua abitazione, L.B.J., liberiano di 36 anni, si è offerto di accompagnarla fino a casa.

Come scrive LEGGO: La vittima così fiduciosa è salita sull’autobus con l’uomo e, seguendo le sue indicazioni è scesa in via Tiburtina. Non ci è voluto molto per la giovane donna a comprendere che quella non era la sua zona. L’uomo, che nel frattempo era sceso con lei, improvvisamente le ha serrato la bocca con una mano e l’ha trascinata all’interno di un edificio fatiscente occupato da persone senza fissa dimora.

Ha poi bloccato la porta dietro di sé con un lucchetto, ha legato la ragazza, l’ha imbavagliata e poi ha abusato di lei. Dopo circa un’ora la vittima, riuscita a liberarsi del bavaglio, ha iniziato a chiedere aiuto. Le sue grida hanno attirato l’attenzione di un passante che ha immediatamente telefonato alla Polizia.

Gli agenti del commissariato San Basilio, giunti in breve sul posto, sono riusciti ad aprire la porta e, nello squallore della stanza, su di un materasso buttato a terra, hanno trovato la donna ancora in preda al panico. Soccorsa dal personale del 118 è stata trasportata in ospedale per le cure. L’aguzzino, già noto alle forze dell’ordine, ancora all’interno della stanza è stato arrestato e condotto a Regina Coeli. Dovrà rispondere di violenza sessuale e sequestro di persona.

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SCONTRO TRENI PUGLIA, IL PM: “IL BLOCCO TELEFONICO ERA OBSOLETO E IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA”

E’ talmente obsoleto da non essere più riconosciuto neanche come sistema di sicurezza il “blocco telefonico” a cui era affidata la sicurezza sulla tratta ferroviaria Corato-Andria sulla quale, il 12 luglio, ci fu lo scontro frontale tra due convogli di Ferrotramviaria che provocò 23 morti e 50 feriti.

E’ quanto ha accertato finora la procura di Trani che ritiene che il ricorso al blocco telefonico sia quantomeno in contrasto con la normativa in vigore.

I magistrati hanno acquisito atti dell’Agenzia sulla sicurezza ferroviaria (Ansf) e sono proprio loro a definire obsoleto il blocco telefonico tant’è vero che si rifiutano di occuparsi delle tratte in cui e’ attivo.

Dalle indagini sarebbe emerso che la corretta interpretazione della normativa ferroviaria in vigore non ammette – secondo l’interpretazione accusatoria – il blocco telefonico. Infatti, il Dpr 753 del 1980 impone al gestore della linea ferroviaria di adeguare la sicurezza alla migliore tecnologia esistente.

Il blocco ferroviario – è il ragionamento degli inquirenti – è la peggiore, perché è la più arcaica delle tecnologie e la dichiarazione formale di obsolescenza dell’Ansf ne è la prova.

Negli atti giudiziari sono finite le missive dell’Ansf nelle quali l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, negli anni scorsi, si è formalmente rifiutata di occuparsi della sicurezza di quelle linee in concessione in cui è attivo il blocco ferroviario, delegando di fatto la sicurezza all’Ustif che è un ufficio periferico del Ministero dei Trasporti che ha competenze sulla sicurezza che spaziano dalle ferrovie in concessione alle funivie.

L’Ustif applica – secondo le indagini – regole diverse da quelle dell’Ansf e tollera il blocco telefonico, in base al quale ciascuna stazione può licenziare un treno solo dopo aver chiesto ed ottenuto per il treno stesso, mediante appositi dispacci, il via libera dalla successiva stazione abilitata.

Quindi, sul territorio nazionale – secondo i pm tranesi – esistevano (ed esistono tuttora) due tipi di sicurezza: di serie A (automatizzati) e di serie B (affidati totalmente al controllo umano).

Dopo l’incidente di Corato il ministero del Trasporti ha delegato il controllo della sicurezza sulla tratta all’Ansf che, a sua volta, ha imposto limiti di velocità ai convogli e altre prescrizioni.

Queste misure sono finalizzate ad attenuare il pericolo di altri grossolani errori umani come quello commesso dal capostazione di Andria che ha fatto partire erroneamente il treno che si è poi scontrato con quello proveniente da Corato.

Violate anche norme sicurezza lavoro: aperto nuovo fascicolo – Ferrotramviaria, utilizzando il sistema “obsoleto e non sicuro”, ha violato la normativa sulla sicurezza sul lavoro ai danni sia dei propri dipendenti sia dei numerosissimi passeggeri dei treni.

Ne è convinta la Procura di Trani che ha avviato accertamenti su questo nuovo filone investigativo. La nuova contestazione fa parte del fascicolo d’indagine sul disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio scorso in cui morirono 23 persone.

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