MAI PIÙ GOMME A TERRA: LE RUOTE DA BICI CHE NON SI FORANO MAI

Se l’invenzione della ruota ha rappresentato una svolta epocale, quella degli pneumatici che non si forano potrebbe regalare grandi soddisfazioni agli amanti della bici.

Arrivano sulla piattaforma Kickstarter, le nuove gomme Nexo, pneumatici che non hanno né aria né camera, solo un design geniale e materiali personalizzati che garantiscono che si possa continuare a camminare.

La loro struttura infatti è composta da una mescola di polimeri che garantiscono la giusta stabilità, assorbono le vibrazioni e, se bucati, non risentono della foratura. Durevoli e in grado di sostenere un peso di 54 kg a ruota e arrivare a 30 km/h, offrono aderenza, bilanciamento e resistenza.

Gli pneumatici Nexo sono, per ora, disponibili in due versioni: da montare su ruote preesistenti, che offrono una durata sino a 5000 km o l’intero set che dura sino a 8000 km.

Queste gomme rivoluzionarie, per ora sono acquistabili online sulla piattaforma Kickstarter in diversi formati ed il prezzo è di circa 70 euro.

Se questo non dovesse bastare per procedere all’acquisto, un altro lato positivo nelle gomme Nexo è che sono composte da un unico materiale, il che le rende anche facili da riciclare.

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LA CLASSIFICA DELLE SCUOLE CITTÀ PER CITTÀ: DOVE DOVRESTI MANDARE I TUOI FIGLI

Le ragazze e i ragazzi che hanno da poco cominciato la terza media dovranno presto scegliere quale scuola superiore frequentare il prossimo anno.

Una decisione che manda spesso in fibrillazione i genitori e che potrebbe angosciare i ragazzi, divisi tra le prime timide aspirazioni e la voglia di seguire i compagni di classe.

Esiste da qualche anno un’arma in più per le famiglie, il sito eduscopio.it, dove ogni anno viene riportato il lavoro dei ricercatori della fondazione Agnelli sulla capacità delle scuole superiori di preparare gli studenti all’università.

Il lavoro è stato sviluppato su 700 mila diplomati di 4.378 licei e istituti tecnici, esclusi quelli di Bolzano, al primo anno di iscrizione in una facoltà universitaria, combinando il numero di esami fatti con la media dei voti.

A Milano guida la classifica come miglior liceo classico una scuola paritaria, la Sacro Cuore, miglior scientifico la Alessandro Volta. E nella classifica del milanese spiccano le ottime posizioni delle scuole nell’hinterland, piazzate meglio rispetto a diversi istituti del centro città.

A Roma il miglior liceo classico è invece una scuola statale, la Terenzio Mamiani, in prima posizione anche come miglior scientifico.

La seconda classifica della fondazione Agnelli riguarda gli istituti tecnici, rilevati in 1.561 in sette regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Basilicata e Sardegna.

L’analisi in questo caso ha preso in considerazione lo sbocco lavorativo registrato dai diplomati di quelle scuole, sulla base di due indicatori: la percentuale di occupati e la coerenza degli studi fatti con il lavoro svolto. E su questa classifica, a dominare sono gli intramontabili istituti alberghieri, mente i geometri sono in fortissima crisi.

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ITALIANI FURBETTI: LE 10 COSE CHE SPARISCONO DAGLI HOTEL

Bottigliette dello shampoo, saponi, cuffie per la doccia, non è una novità, i clienti italiani degli hotel amano portarsi via come souvenir la maggior parte degli accessori messi a disposizione nei bagni delle camere. E non sorprende scoprire che spesso sono stati presi anche asciugamani, liquori e persino batterie dei telecomandi.

Secondo l’indagine del motore di ricerca di voli e hotel Jetcost, oltre il 79% degli italiani ha ammesso di essersi portato via qualcosa da un hotel, mentre i danesi sarebbero gli ospiti più onesti: l’88% ha detto di non aver mai rubato nulla.

Dopo di loro, in quanto a correttezza, gli olandesi e i norvegesi: l’85% e l’84% di loro, rispettivamente, ha dichiarato di non aver mai preso oggetti. Tra quei viaggiatori che hanno invece riconosciuto di essersi portati via un ricordo durante il soggiorno, c’è il 62% dei francesi, il 69% dei britannici, il 76% dei portoghesi e l’81% degli spagnoli, maglia nera.

Piacciono anche i dolci e la frutta – Dall’indagine è emerso che a volte si sono “rubati” anche molte altre cose . Ad esempio, anche se frutta e dolci vengono messi come omaggio in camera per i clienti, non è la stessa cosa per vassoi e cesti che li contengono, e che invece tendono a sparire.

E altri furti sono ancora più ingiustificati; alcuni hanno prelevato le batterie del telecomando, o il controller, anche se fuori dalla stanza non funziona, o le lampadine dei lampadari, o la Bibbia in diverse lingue che si trova nei cassetti di tavolini e comodini.

Cuscini, che passione! – Qualcuno si è portato via anche cuscini e coperte dall’armadio, i più esperti hanno preso quelli con piume di qualità migliore, lasciando i più scadenti.

La cosa più assurda è che si tratta comunque di oggetti di poco valore, talvolta pochi centesimi, in camere d’albergo che costano spesso più di 100 euro a notte. In alcuni hotel sono stati usati cacciaviti o altri strumenti per staccare immagini, maniglie delle porte, asciugacapelli, portasciugamani, specchi, elettrodomestici e stereo.

La tentazione del minibar – Un luogo particolarmente “pericoloso” è il business center per gli uomini d’affari, da dove spariscono frequentemente stampanti, computer e risme di carta. E’ divertente notare che la maggior parte di questi “cleptomani” non ha mai ammesso di aver “rubato” qualcosa, ma ha detto di aver preso un “ricordo”.

Un’altra tentazione è il minibar; non è raro, infatti, che dopo aver consumato la bottiglia del gin o della vodka, i clienti la riempiano con acqua, avendo cura che il tappo sembri davvero chiuso. Capita anche con whisky o cognac, sostituendo l’alcool con tè o altro liquido di colore simile.

Infine, ecco le 10 cose che vengono prelevate più frequentemente in albergo:

1. Prodotti da bagno (tra cui a volte il vassoio o il cestino in cui vengono offerti)
2. Asciugamani, soprattutto quelle più grandi
3. Lampadine, batterie del telecomando
4. Oggetti di cancelleria, penne, piccoli libri, riviste, Bibbia
5. Fiori e frutta, compresi vasi o cestini
6. Bottiglie di liquore dal minibar, bevute e riempite
con acqua e altri liquidi
7. Pezzi di ceramica, posate, bicchieri e tazze
8. Federe, cuscini e trapunte
9. Asciugamani, asciugacapelli, specchi
10. Elettrodomestici, piatti, orologi, candelabri, dvd

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CLIMA, BAN KI-MOON: “IL TEMPO È CONTRO DI NOI, NESSUNO È IMMUNE DAI PERICOLI”

“I pericoli dei cambiamenti climatici sono ora più grandi che mai. È giunto il momento di agire assieme per proteggere il nostro pianeta con più determinazione di prima. Il tempo è contro di noi. Non abbiamo un piano B, perché non abbiamo un pianeta B. Non lo dico come Segretario Generale delle Nazioni Unite, ma come cittadino del mondo”, così il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in occasione dell’apertura del Segmento ad Alto Livello alla Cop22 di Marrakech.

Nessun Paese può ritenersi immune dai cambiamenti climatici, indipendentemente da quante risorse o potere abbia – aggiunge – Per questa ragione l’Accordo di Parigi ha raccolto un consenso così alto. Se agiamo ora, abbiamo tutto da guadagnare”.

“Ho messo l’azione climatica in cima alle priorità dal mio primo giorno di insediamento come Segretario Generale Onu – continua Ban Ki-moon – Sono convinto che il mio successore, il Segretario Generale designato Antonio Guterres, e le Nazioni Unite continueranno a portare avanti questa causa con forza e determinazione per il benessere del nostro pianeta e dei suoi abitanti”.

“Non smetterò mai, neanche dopo il mio ritiro, di lavorare con le Nazioni Unite, i miei colleghi e i leader mondiali per accertarmi che l’Accordo sui cambiamenti climatici sia messo in atto per rendere il mondo e i suoi abitanti un luogo più sicuro, sano e prospero”, conclude Ban Ki-moon.

Sull’accordo siglato a Parigi è intervenuta Patricia Espinosa, Segretario Esecutivo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite per i Cambiamenti Climatici (Unfccc). “L’Accordo di Parigi è entrato in vigore in tempi da record – dichiara- Abbiamo un quadro completo, uno scenario e obiettivi chiari”.

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