ATAC, IN ARRIVO SMART CARD E BIGLIETTI CON CHIP

“Abbiamo avviato un crash program esterno condiviso con l’azionista contro l’evasione tariffaria e ci attendiamo da qui a fine anno un duplice effetto: l’incremento dei ricavi dalle sanzioni e dalla bigliettazione, potendo arrivare a 4 milioni in più di ricavi da bigliettazione e circa 3,5 milioni in più di ricavi veri da sanzioni”. Lo ha detto Manuel Fantasia, amministratore unico di Atac, in commissione mobilità del Comune di Roma.

“Parlando di piano industriale, la prima leva che può essere messa al servizio dell’aumento dei ricavi da bigliettazione è quella della tecnologia – ha sottolineato – Può essere utile non solo per aumentare i ricavi ma anche per diminuire i costi aziendali”.

“Penso a una smart card a scomputo che possa evolvere anche verso una carta multiservizi e possa rendere più equa la fruizione del servizio pubblico ed essere incentivante contro l’evasione tariffaria.

Penso anche al chip on paper che sostituisce, ovviamente in modo progressivo – ha proseguito – l’attuale biglietto a banda magnetica e consente di rendere ancora più complessa la truffa e riduce ‘drammaticamente’, come si dice a Roma ‘di un botto’, i costi di riparazione delle obliteratrici, che al 99,99% sono imputabili alla rottura della parte elettromeccanica. Il nuovo ticket, come l’attuale abbonamento, si avvicinerà semplicemente all’obliteratrice”.

La campagna straordinaria anti-evasione si fermerà solo quando vedremo risultati positivi, ovvero quando le evasioni diminuiranno moltissimo e i ricavi saliranno. Oltre alla campagna straordinaria, noi aggiungeremo ai 160 verificatori attuali anche 36 persone che hanno già il patentino polizia amministrativa e che oggi operano nella sosta sulle strisce gialle, in un’ottica di utilizzo polifunzionale delle risorse.

In Atac ci sono 500 persone che hanno questo patentino oltre ai 160 verificatori, quindi abbiamo la possibilità di fare campagne straordinarie su più linee e in più fasce orarie senza preavviso. Queste si accompagneranno a quelle già annunciate dalla sindaca come l’attività sperimentale di presenza di verificatori fissi su 5 autobus e al piano che vareremo questa settimana che opererà su circa 10 cuori e linee portanti”.

Fonte: Qui

CICCIO, IL CAGNOLINO SOPRAVVISSUTO AL TERREMOTO: COMPARSO NEL SOPRALLUOGO NELLA ZONA ROSSA DI NORCIA

Uno foto postata dall’assessore regionale alla Sanità dell’Umbria Luca Barberini sul suo profilo Facebook mostra il cane comparso “solo e affamato” durante un sopralluogo nella zona rossa di Norcia (Perugia).

“È improvvisamente comparso un cagnolino, solo e affamato, ci ha seguiti per tutto il tragitto, i vigili del fuoco lo hanno preso con loro: cercheranno il suo padrone tramite il servizio veterinario, se non si dovesse trovare lo terranno, nel frattempo è stato ribattezzato Ciccio – scrive Barberini su Facebook -.

Smontata e messa in sicurezza l’ultima delle 4 antiche campane della torre civica, mentre San Benedetto presidia la piazza vigilando sullo straordinario lavoro dei vigili del fuoco.

Come riporta Leggo, un cartello affisso sulla vetrina di un ristorante, mentre intorno è pieno di macerie, racconta la voglia di ripartire e la grande forza della gente della Valnerina: “Non è un addio ma solo un arrivederci”.

Fonte: Qui

KENYA, UN BIMBO VIENE CHIAMATO DONALD TRUMP: I GENITORI HANNO PRESO UNA MAREA DI CRITICHE

Il vezzo di mettere ai propri figli il nome di un presidente non è nuovo. Basti pensare che un certo Cristiano Ronaldo deve il suo nome alla stima che suo padre nutriva per Ronald Reagan. Ma veniamo ai giorni nostri.

C’è un uomo, in Kenya, che ha chiamato suo figlio Donald Trump. Il terzo figlio di Felix Otieno e Lorna Akoth è nato lo scorso 9 agosto. “In quel momento – fa sapere il padre, intervistato dal Daily Nation – non ero ancora sicuro che Trump potesse ottenere questa sorprendente vittoria, ma ero convinto che l’imprenditore avesse ciò che serviva per essere un leader”.

I genitori del piccolo Donald Trump Otieno hanno fatto questa scelta perché condividono i “principi” e la “franchezza” del tycoon.

La cosa sorprendente è che questa famiglia vive nella regione occidentale di Kisumu, di cui è originario il padre di Barack Obama, da queste parti ancora idolatrato e considerato un patriota. Anche per questo i genitori del piccolo Donald Trump hanno ricevuto una marea di critiche dai vicini e sui social network.

Il signor Otieno apprezza particolarmente la capacità di Trump di rilasciare “dure dichiarazioni”, nonostante le opinioni del pubblico.

“Non ci sono molti politici sinceri come lui. Lo ammiro perché è un uomo che dice quello che pensa”, spiega l’uomo. Anche la madre del piccolo ha elogiato quello che sarà il futuro inquilino della Casa Bianca: “È stato franco e ha mostrato fermezza. Ha detto la verità senza ricorrere alla propaganda o alle menzogne per ottenere voti. Lo adoriamo e per questo abbiamo chiamato nostro figlio come lui”.

Fonte: Qui

SEMPRE PIÙ GIOVANI ATTRATTI DALLE SETTE SATANICHE: SI INIZIA DALLE SEDUTE SPIRITICHE

Resti di altari nelle case abbandonate. Candele nere. Scritte che evocano il demonio e a volte anche qualche arredo sparito da qualche chiesa.

In provincia di Pordenone squilla l’allarme satanismo. Il Nordest, del resto, svetta ai vertici della classifica tra le zone a più alta concentrazione di sette sataniche e a Pordenone il fenomeno delle messe nere è in forte crescita.

L’adorazione di Satana non conosce età anche se, attraverso l’utilizzo dei social network come Facebook e i suoi gruppi blindati, sono sempre più gli adolescenti pordenonesi ad avvicinarsi.

A spiegare i meccanisi dell’adescamento un esperto che chiede l’anonimato. I ragazzini vengono avvicinati facendogli sentire sedute spiritiche con voci di sottofondo che somigliamo moltissimo a lamenti strazianti, agonizzanti che stanno ad indicare la sofferenza dei malati in punto di morte.

A questi messaggi si associano carrellate di immagini macabre di pseudo rituali e di regole per entrare nella setta. Questo è l’accesso su Facebook. È trascorso poco tempo dal disperato appello lanciato da una madre di un ragazzo pordenonese: «Temo che mio figlio sia stato adescato dai satanisti tramite il computer. Aiutatemi», che già altre richieste di aiuto si stanno facendo avanti in alcune parrocchie.

Come riporta il Gazzettino, quell’appello era arrivato alla sede trevigiana del Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio – religiosa. Era proprio su Facebook che il ragazzo, 22 anni, era stato agganciato.

Fonte: Qui