FERMATI SEI SCAFISTI A PALERMO: IL CAPITANO AL TIMONE HA 17 ANNI

Polizia e guardia di finanza di Palermo hanno fermato sei stranieri, tre del Gambia, due del Senegal e un nigeriano, sospettati di essere gli scafisti di quattro gommoni con a bordo complessivamente 482 persone (dieci delle quali morte) intercettato nel Canale di Sicilia.

Tra di loro anche un diciassettenne, che alcuni dei compagni di viaggio chiamavano “capitano”, cui toccherà rispondere anche del reato di omicidio. C’era lui al timone dell’imbarcazione sulla quale sono stati trovati i corpi senza vita, tra cui quello di una giovane camerunese, mamma di due fratellini di uno e quattro anni che erano in viaggio con lei.

I migranti di origine subsahariana erano stati tratti in salvo dalla nave “Dattilo” della Guardia Costiera che ieri mattina aveva condotto al porto di Palermo 1049 persone. Insieme ai migranti salvati, su uno dei gommoni intercettati sono stati rinvenuti anche dieci cadaveri.

L’indagine, condotta dagli agenti della Squadra Mobile, del Gico e della Stazione navale della Guardia di Finanza, con il coordinamento del procuratore aggiunto della Dda di Palermo Maurizio Scalia e dal sostituto procuratore Paola Caltabellotta del Tribunale dei Minorenni, ha consentito di raccogliere elementi a carico dei sei sospettati.

I migranti, prima di esser fatti salire a bordo dei gommoni, venivano condotti in locali fatiscenti sulle coste libiche, con scarse razioni di cibo e sotto vigilanza armata, per essere successivamente trasferiti sui gommoni attraverso piccole imbarcazioni.

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LA DITTATURA UE ENTRA NELLE CASE “FUORI I TOSTAPANE, DENTRO I BOLLITORI”

Fuori i tostapane, dentro i bollitori.

Nell’elenco dei prodotti energetici che saranno regolamentati nell’Ue con l’atteso pacchetto sull’ecodesign, che sarà presentato il 20 novembre insieme ad altre proposte legislative sull’efficienza energetica e le rinnovabili, “andranno i prodotti con il più alto rendimento energetico”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans.

“Ecco perché ci saranno i bollitori, ma non i tostapane”, ha detto oggi il vice-Juncker parlando a una conferenza organizzata dalla Beuc, l’organizzazione ombrello delle associazioni dei consumatori europei.

Come riporta Ansa, i nuovi prodotti su cui prevedere misure di progettazione ecocompatibile saranno di sei tipi, ha aggiunto il politico olandese che ha fatto diretto riferimento a “asciugatori elettrici, ascensori, bollitori e pannelli solari”, con gli altri che dovrebbero essere sistemi di automazione e controllo degli edifici e contenitori da trasporto refrigerati.

Secondo uno studio del Beuc, se i consumatori acquistassero i prodotti di classe ‘A’ con il più alto rendimento, arriverebbero a risparmiare fino a 450 euro l’anno di bolletta elettrica.

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TORINO: IL TRIBUNALE ORDINA LO SGOMBERO DI UN CAMPO NOMADI PER DISASTRO AMBIENTALE DOLOSO

Lo scorso 16 settembre il tribunale di Torino ha ordinato lo sgombero, con effetto immediato, di un’area in via Germagnano su cui sorge un campo nomadi abusivo.

L’ambito è quello di un procedimento giudiziario in cui si contesta il disastro ambientale doloso.

Per l’accusa, secondo quanto si apprende oggi, le attività dei frequentatori del campo hanno provocato danni gravi ai terreni.

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MIKE PENCE: CHI È IL SOBRIO ALTER EGO DI TRUMP

Sorridente, ma estremamente composto Mike Pence, capelli bianchi e cravatta azzurro acceso, ha applaudito il discorso della vittoria e alla fine ha stretto la mano del neopresidente Donald Trump, ma senza lasciarsi andare a un abbraccio liberatorio.

Il nuovo vicepresidente degli Stati Uniti, a differenza del magnate newyorkese, è un politico di lungo corso: cinquantasette anni, ha seduto per 12 alla Camera dei rappresentanti tra gli scranni repubblicani del Gran Old Party (Gop) ed è il governatore uscente dell’Indiana.

Nato e cresciuto nello Stato della cosiddetta “Corn belt”, Pence si è definito “un cristiano, un conservatore e un repubblicano. In quest’ordine”, quando il 15 luglio scorso è stato indicato come candidato vicepresidente da Trump alla Convention repubblicana di Cleveland.

Di origini irlandesi, Pence nelle primarie repubblicane aveva sostenuto il senatore texano Ted Cruz: “Non avrei mai immaginato di trovarmi qui”, disse al momento di essere indicato come vicepresidente e poi scherzando: “Trump è noto per la sua forte personalità e per il suo carisma: immagino cercasse un pò di equilibrio nel ticket”.

Lo speaker repubblicano della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan, lanciandolo alla ribalta nazionale aveva sottolineato: “È un uomo molto religioso, che arriva dal cuore dell’America”. Pence è stato tra i primi parlamentari ad abbracciare il movimento ultra-conservatore dei Tea Party e nel marzo scorso, come governatore dell’Indiana aveva firmato un provvedimento – poi bloccato da un giudice federale – per impedire a una donna di abortire.

A sorpresa ha però appoggiato la riforma sanitaria voluta da Obama. Nel corso della campagna elettorale si è distinto vincendo il faccia a faccia contro il rivale democratico Tim Kaine, a differenza di Trump sempre sconfitto secondo i sondaggi da Hillary Clinton nei tre confronti televisivi.

Considerato inizialmente come un ‘cane da guardià messo lì dallo stato maggiore repubblicano diffidente nei confronti di Trump, Pence aveva preso le distanze da alcune dichiarazioni pro Putin del suo collega di ticket ed era arrivato a dichiararsi “offeso”, tanto da “non poter giustificare nè perdonare le parole” di Trump, dopo la diffusione di un video considerato sessista con il magnate come protagonista.

Ma meno di 48 ore dopo si era rimesso in riga e, smentendo le speculazioni che lo davano sul punto di abbandonare il compagno di cordata, aveva precisato: “Non se ne parla: correre con lui è il più grande onore della mia vita”. E alla fine della notte elettorale nella festa dell’hotel Hilton di New York, ha salutato la vittoria di Trump affermando: “L’America ha parlato, la renderemo grande”

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