METTE IL COLLARE ELETTRICO ANTI ABBAIO AL CANE, MA UN PASSANTE LO VEDE: DENUNCIATO 55ENNE

Aveva messo al collo del cane un collare a impulsi elettrici per impedire al’animale di abbaiare mentre era nel giardino di casa.

Deve rispondere di maltrattamenti ad animali, il 55enne denunciato ieri dai carabinieri di Cassano d’Adda, comune in provincia di Milano, che aveva pensato di risolvere in questa brutale maniera il problema del fastidio causato dal cane.

Come riporta Leggo, l’apparecchio è stato notato da un passante, attratto dai guaiti di dolore del cagnolino, un meticcio di piccola taglia.

L’uomo ha contattato il 112, segnalando la presenza dello strumento di tortura al collo dell’animale. 

I militari hanno immediatamente liberato il cane dal collare, posto sotto sequestro.

Il 55enne ha ammesso di aver utilizzato il dispositivo, non immaginando fosse doloroso per l’animale.  

Il collare antiabbaio a impulsi elettrici è stato dichiarato illegale in Italia da una sentenza della Corte di Cassazione.

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SCOPRE LA COMPAGNA CON UN ALTRO E SCATTA LA RISSA TRA… PINGUINI

A tutti noi piace dire che gli animali sono puri, innocenti, e belli e che non potrebbero mai comportarsi come certi umani.

Ma alcune reazioni come la gelosia riguardano anche il mondo animale.  Anche gli animali infatti possono essere crudeli e capaci di spezzare il cuore dei propri cari.

Il canale documentaristico Nat Geo Channel, documenta infatti su Twitter il triangolo amoroso tra un pinguino, sua moglie, e un terzo pinguino in comodo.

“Questo marito è tornato a casa per trovare la moglie con un altro pinguino”, spiega la voce fuori campo.

Il video spiega anche che, mentre la maggior parte degli uccelli hanno ossa cave nelle loro ali, i pinguini possiedono “pinne con ossa solide che possono usare come mazze da baseball “, portando ben otto colpi al secondo. 

Il pinguino marito diventa violento trovando la sorpresa che nessuno vorrebbe mai trovare.

Come riporta Leggo, entrambi i pinguini  rapidamente si ricoprono di sangue. Il marito fa un ultimo, disperato appello a sua moglie; la madre dei suoi figli.

“Ma lei ha poco tempo per i perdenti”, dice la voce fuori campo. Una pinguina senza scrupoli.

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PESTÒ SELVAGGIAMENTE UN RAGAZZO IN UN CENTRO COMMERCIALE, ARRESTATO MOLDAVO (INTEGRAZONE?)

I carabinieri di Verona hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del moldavo Nicolae Zuza, 27 anni, per il pestaggio di un giovane veronese.

Il fatto avvenne il giorno di Pasqua nei pressi di un centro commerciale dove c’era stata una violentissima lite che aveva coinvolto almeno 6 persone, che avevano intenzione di chiarire un diverbio avvenuto la sera precedente in un locale.

La discussione però era ben presto degenerata. Ad avere la peggio un ragazzo veronese, preso a calci e pugni, che finì in ospedale dove vi rimase per 54 giorni, riportando lesioni permanenti.

Fra l’altro sia Zuza che la vittima erano ex colleghi di lavoro, essendo entrambi buttafuori. Il reato di lesioni personali è peraltro aggravato dal fatto che è stato commesso insieme ad altre 4 persone al momento non ancora identificate.

Le indagini dei carabinieri hanno portato a rintracciare Zuza nei confronti del quale il pm Giulia Labia ha chiesto e ottenuto dal gip Livia Magri l’arresto.

Zuza è anche accusato di altri due pestaggi: il primo, avvenuto il 29 marzo 2015 a Bussolengo, con l’aiuto di un complice ai danni di due stranieri che riportarono varie fratture a mani e costole. Il secondo, avvenuto a Caldiero il 25 ottobre dello stesso anno, nei confronti di un ragazzo italiano a cui provocò un trauma toracico con perforazione del polmone e un trauma facciale.

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ALEX SCHWAZER QUESTA VOLTA SI È INCASTRATO DA SOLO, IL CASO: SI OFFRE COME ALLENATORE MA PER LA WADA NON PUÒ FARLO

Qualche giorno fa Alex Schwazer, l’ex marciatore già medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e poi travolto dagli scandali doping, si era offerto come allenatore per quanti volessero approfittare della sua esperienza.

Ebbene, il quotidiano Il Tempo ha deciso di avvalersi dei suoi servizi, spacciandosi in una lettera per un appassionato di mountain bike desideroso di alzare il suo livello a fini competitivi.

Così ha scritto all’ex marciatore, il quale con un certo ritardo, motivato con un malfunzionamento della posta elettronica, ha così replicato: “Purtroppo, non ci sono più posti per il mio consulting normale che prevede regolarmente la mia presenza.

Le posso pertanto offrire tabelle di allenamento tarate sulla sua preparazione e sui suoi obiettivi.

Per questo servizio chiedo 100 euro al mese più Iva”. La Wada, però, vieta di legarsi a chi è squalificato per doping.

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