“ARIA DA TERREMOTO”: CALDO ANOMALO E SISMA, TRA ANTICA CREDENZA POPOLARE E SCIENZA

«Tira aria da terremoto». È questo un leitmotiv tipico delle persone più anziane che, in tutta Italia, commentano picchi anomali di temperature fuori stagione.

Spesso, infatti, gli eventi tellurici più devastanti si manifestano subito dopo un aumento di caldo, umidità e foschia. Spesso, ma non sempre. E anche la scienza nega la correlazione tra un clima inusuale e i terremoti. 

Tra i terremoti più devastanti avvenuti dopo un caldo anomalo, si ricordano quello del Friuli, nel maggio 1976, e quello dell’Irpinia, nel novembre 1980.

In particolare, quest’ultimo registrò un clima decisamente mite per quel periodo, ed è anche per questo che il mito della cosiddetta ‘aria da terremoto’ sia ben radicato soprattutto negli anziani della Campania.

In tempi più recenti, anche il terremoto di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, secondo molti, sarebbe stato contraddistinto da un’anomalia delle temperature (anche se parlare di caldo anomalo al 24 agosto sembra una forzatura senza senso). 

Non sempre, però, il caldo anomalo anticipa terremoti devastanti. Durante il terremoto dell’Emilia di quattro anni e mezzo fa, infatti, le temperature erano perfettamente in linea con la media stagionale. Il 6 aprile 2009, a L’Aquila, il clima era ancora rigido e invernale nonostante fosse primavera.

Il terremoto di Avezzano, nel 1915, avvenne invece in uno degli inverni più freddi che la memoria storica degli abruzzesi ricordi. La scienza è piuttosto scettica su questa radicata credenza popolare che in un paese fortemente sismico come l’Italia si è tramandata col tempo.

Come riporta Leggo, i geologi e i sismologi non credono affatto possa esserci alcuna correlazione tra gli eventi atmosferici e i terremoti, che si producono a grandi profondità all’interno della crosta terrestre e non possono essere influenzati dall’irraggiamento solare.

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