CARTELLE DI EQUITALIA E RIENTRO DEI CONTANTI: I COSTI E I TEMPI, LE NUOVE REGOLE

La norma che “rottama” Equitalia si rivolge a una platea vastissima: le vecchie cartelle che a fine 2015 non erano ancora state pagate “valgono” 51 miliardi, ai quali si aggiungono 35 miliardi di sanzioni rateizzate. In tre quarti dei casi il debito è inferiore ai 5mila euro ciascuna, anche se negli anni, con sanzioni e interessi, è lievitato di molto. Ora, però, cittadini e imprese potranno liberarsi del peso con un forte sconto.

Quanto costerà – Il testo non è ancora stato messo a punto, ma secondo le indiscrezioni tutti gli interessi e le more verranno azzerati: si potranno pagare solo l’imposta o la multa dovuti con una maggiorazione fissa, attorno al 3%, che serve come aggio per il costo di riscossione. Tra le ipotesi c’è l’idea di dare un anno di tempo agli italiani per aderire, anche se bloccare la riscossione così a lungo, secondo alcuni pareri tecnici, potrebbe rappresentare un rischio.

Dall’operazione, che riguarderebbe 400mila persone fisichie, il governo conta di incassare 4 miliardi.  Gli sconti – Rottamare converrà praticamente sempre: lo sconto sarà del 50% in medica, con punte che potranno superare il 60%.

Rottamati tutti i crediti di Equitalia. Con qualche eccezione – L’intervento dovrebbe riguardare quasi tutti i crediti che Equitalia ha l’incarico di riscuotere. Non ci sarebbe, invece, l’Iva che è un’imposta comunitaria. Le multe auto per il momento restano escluse, come anche i tributi locali, anche se si sta valutando se estendere la norma anche a questi settori. Si va dai bollettini Imu ai contributi previdenziali all’Irpef, dai diritti camerali al bollo auto.

L’operazione arriva proprio mentre Equitalia smobilita e passa all’Agenzia delle Entrate, e si incrocerà con altre scadenze per i contribuenti. La prima è fissata per il 20 ottobre, quando termina la possibilità di richiedere la riattivazione delle rate per i contribuenti “decaduti” perché non avevano versato gli importi concordati.

Restano comunque ancora diversi dubbi, che solo il testo del decreto potrà risolvere. Ad esempio, i contribuenti che versano a rate ed hanno già pagato il 70-80% della cartella con interessi e sanzioni possono aderire alla nuova regolarizzazione e considerare assolto il proprio debito? L’importo per le vecchie cartelle potrà essere più basso di quello pagato con un ravvedimento operoso?

I tempi per aderire e pagare – Dalle prime bozze l’intenzione soarebbe quella di far pagare il debito in tre rate in un tempo di 24 mesi. Ma al Tesoro si preferirebbe optareper un’unica soluzione, come nella rottamazione del 2002. In quel caso però si poteva saldare il conto versando solo il 25% del dovuto.

Ipotesi voluntary disclosure sui contanti – Si fa strada intanto l’ipotesi che la “voluntary disclosure” venga estesa anche al contante, con l’obiettivo di far emergere denaro che, tornato nel circuito ‘regolare’, diventerebbe fonte di tassazione futura. E’ una delle possibilità di copertura della manovra contenuta nella legge di Bilancio. L’opzione prevede un prelievo forfait attorno al 35% e sanerebbe gli aspetti fiscali, ma non diventerebbe uno scudo per eventuali reati penali collegati al denaro.

Evasori, la discussione è aperta – Nel caso in cui i debiti vengano estinti primi del via al dibattimento in primo grado, niente pene previste per omesso versamento, secondo le bozze. E riduzione della pena fino alla metà in caso di rottamazione della cartella. Ma per avere certezze in merito bisogna aspettare il testo definitivo.

E a novembre operazione Sms Tra dubbi e quesiti, è in arrivo un’altra novità: a novembre partirà infatti l’operazione Sms: il fisco avviserà i cittadini che la scadenza della rata si avvicina con un messaggino telefonico oppure con una e-mail.

Fonte: qui